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Rimedi alla caduta dei capelli - Come bloccare la caduta dei capelli per sempre

Alopecia Areata

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“Alopecia Areata”

Definizione:

L’alopecia areata, chiamata in passato Area Celsi, è una patologia in cui la repentina caduta dei capelli, o di altri peli del corpo, si manifesta tipicamente a chiazze glabre o aree, da cui il nome.

Solitamente le prime chiazze si manifestano nel cuoio capelluto e, nella maggior parte dei casi, si risolvono spontaneamente, senza lasciare alcun segno di cicatrici.

Nell’1% circa dei casi la patologia può estendersi all’intero cuoio capelluto (alopecia totale o quasi totale, vedi foto), o addirittura a tutto il corpo (alopecia universale), con la perdita di tutti i peli del corpo.

Questa patologia era già conosciuta sin dai tempi degli antichi Egizi.

Epidemiologia

La malattia è una delle più diffuse al mondo e interessa tutta la popolazione, soprattutto prima della quarta decade di età, anche se si registrano casi in tutte le fasce d’età, compreso bambini da 0 a 5 anni. Per quanto riguarda la sua incidenza è stato ipotizzato che l’1,7% circa della popolazione mondiale abbia avuto un caso di alopecia areata nell’arco della propria vita, la malattia non mostra preferenze per quanto riguarda il sesso, inoltre costituisce un fattore di rischio la sindrome di Down. La malattia mostra anche carattere di “familiarità, ovvero il fatto che un genitore abbia avuto in passato un caso di alopecia areata aumenta la possibilità nel figlio di contrarre la medesima patologia.

La difficoltà ad una valutazione epidemiologica corretta è principalmente dovuta ad un naturale istinto del paziente a “nascondersio quantomeno a non manifestare la patologia da cui e affetto.

Tipologie

Alopecia Areata monolocularis: è una alopecia areata che si manifesta in un unico punto del cuoio capelluto.

Alopecia Areata multilocularis: è una alopecia areata che si manifesta in zone multiple del cuoio capelluto.

Alopecia Areata totale: è una alopecia areata che si manifesta su tutta l’area del cuoio capelluto.

Alopecia Areata universale: è una alopecia areata che si manifesta in tutto il corpo, compreso zone pubiche, ascelle, ciglia, sopracciglia ecc. questa forma è ritenuta dai più, una forma incurabile.

Alopecia Areata barbae: è una alopecia areata che si manifesta limitatamente alla barba dell’individuo maschio adulto.

Alopecia Areata ophiasis: è una forma di alopecia areata limitata a regioni periferiche del cuoio capelluto, in genere la zona posteriore del capo da orecchio a orecchio, oppure la regione occipitale e temporale. Il termine ophiasis indica la forma sinuosa di questa tipologia di alopecia areata e deriva dal latino “serpente”. Cornelius Celsus ha coniato il termine nel 30 a.C.

Esistono altri svariati nomi per indicare la stessa patologia, che prende forme leggermente diverse, e che nei secoli sono serviti per coprire sia la mancanza di conoscenza medica che per colpire ed impressionare il paziente. Infatti la parola alopecia indica semplicemente la pura mancanza di peli laddove dovrebbero esserci.

Cenni Storici

La malattia era conosciuta già ai tempi del medico greco Ippocrate e del romano Cornelius Celsus che descrisse due forme di alopecia areata. In seguito passarono molti anni prima che il termine venisse di nuovo utilizzato, le possibili cause furono studiate solo a partire dal ventesimo secolo.

Eziologia

L’eziologia e la patogenesi di tale manifestazione non sono a oggi assolutamente chiare, sono di varia natura le ipotesi che ancora si stanno studiando nella letteratura medica:

Secondo la teoria più accreditata si tratterebbe di una componente immunopatologica (dovuta spesso all’attacco degli anticorpi IgF quelli specifici allergici, o più generalmente degli antigeni dei leucociti umani di seconda classe e linfociti T; in sostanza si produrrebbe una reazione immunitaria anomala in grado di danneggiare, transitoriamente e localmente, i follicoli piliferi.

  • Inoltre si collegherebbe alla genetica, infatti tale condizione sembra colpire le persone che hanno una predisposizione a livello genetico, e in questa direzione si sta orientando la sperimentazione clinica più moderna.

  • Un’altra ipotesi riguarda la quantità di ferro presente nel corpo umano, anche se i dati non risultano sufficienti per valutare quanto la mancanza di ferro, e in genere la malnutrizione, abbia un ruolo nell’alopecia areata, ciò porta nella ricerca medica a risultati alquanto contrastanti.

  • Lo stress psicologico non è mai la causa ma, tuttalpiù, viene visto come un elemento che peggiora la patologia, pochi studi sono stati fatti per comprendere quale sia l’esatta correlazione. L’alopecia al contrario può certamente essere la causa principe dello stress psicologico.

    Recentemente in un articolo pubblicato su “Nature” è stata confermata l’origine genetica della Alopecia Areata e risultano implicati ben otto geni di cui alcuni anche responsabili di altre patologie autoimmuni, fra cui l’artrite reumatoide, il diabete di tipo 1 e la celiachia. Secondo la Dott.sa Christiano sarà possibile determinare attraverso un test genetico la gravità della malattia usando come “marker” il numero di geni associati alla malattia e presenti in una persona colpita da alopecia areata. Questa scoperta di malattia plurigenica potrebbe anche spiegare il comportamento così vario fra paziente e paziente della medesima patologia.

    L’alopecia areata non è assolutamente contagiosa, ma può essere ereditaria e si sono registrati dei casi in cui la prole è soggetta ad alopecia areata come ad uno od entrambi i genitori. In altri numerosi casi la patologia non è presente nella prole di genitore con alopecia universale grave.

    Diagnosi

    Solitamente una corretta diagnosi è facile da effettuare, basandosi semplicemente sull’esame clinico (esame obiettivo, più complesso è comprendere di quale delle varie forme si tratti). Si osservano diverse manifestazioni dermatologiche chiare nei punti sospetti, in particolare si osservano chiazze glabre (dove si osservano i follicoli e il cuoio capelluto) o capelli cortissimi nelle zone periferiche della chiazza (si parla di misure inferiori ai mm. 10 di diametro).

    Una semplice tecnica diagnostica di primo livello, valutabile da medici professionisti ed esperti in alopecia areata, è il così detto “pulling” che consiste nel tirare delicatamente una ciocca di capelli, che sarebbero caduti in ogni caso a breve termine, prossima al bordo di un’area colpita presumibilmente da alopecia areata. In presenza di capelli sani solo pochissimi capelli resteranno nelle dita dello specialista, mentre in caso di alopecia areata moltissimi capelli cadranno, specialmente da zone vicine alle chiazze alopeciche in cui i follicoli sono stati attaccati dagli anticorpi, mentre i peli più distanti dall’area sono ancora sani. Il pulling và effettuato una sola volta. Il metodo diagnostico più efficace, ma solo in rari casi necessario, è una biopsia del cuoio capelluto che dovrà essere eseguita specialmente nei casi di diagnosi differenziale con altre condizioni alopecizzanti locali. La biopsia lascia inevitabilmente un esito cicatriziale. Per quanto riguarda gli esami diagnostici viene utilizzato il tricogramma.

    Diagnosi differenziale

    La alopecia areata non è la “normale” caduta dei capelli di cui molti, in particolare gli uomini, sono portatori di manifestazioni evidenti. Quel tipo di Alopecia è l’Alopecia Androgenetica che ha diversa eziologia, cura e prognosi. Sono due le differenze fondamentali: il tempo di caduta dei capelli e il possibile recupero; nella alopecia areata i tempi sono a volte rapidissimi, mentre nella alopecia androgenetica la caduta di un capello difficilmente potrà assistere ad una sua rinascita perché, in questo caso, il bulbo si atrofizza progressivamente. Nella diagnosi differenziale dell’alopecia areata si devono escludere altre patologie che si manifestano in modi simili, quali:

    Tinea capitis (una forma di micosi, patologica causata da funghi) che è una infezione dovuta ad un fungo (il microsporum). Essa a differenza della alopecia areata è estremamente contagiosa ma, oggi grazie ai farmaci antimicotici, perfettamente curabile ed eradicabile.

    Tricotillomania, è questa una manifestazione psichiatrica nella quale il soggetto si strappa più o meno inconsciamente ciuffi di peli, si osservano infatti, zone di capelli rotti o sfibrati in prossimità della base.

    Lupus eritematoso discoide

    Alopecia Androgenica

    Sindrome dell’anagen lasso

    Forme di masse tumorali che interessano la cute

    Sintomatologia

    I primi segni dell’alopecia areata sono rappresentati dalla comparsa di una o più piccole aree glabre in zone del corpo normalmente pilifere che possono prendere qualsiasi forma ma, più frequentemente, una forma circolare delle dimensioni di una moneta.

    Interessa prevalentemente il cuoio capelluto ma, come detto, può interessare qualsiasi parte del corpo e può anche presentarsi con chiazze in estensione ed in regressione (o ricrescita) in differenti punti del cuoio capelluto o più in generale del corpo. In molti casi si ha la spontanea scomparsa della patologia per un certo periodo o, addirittura, per sempre. (Questo “fenomeno” naturale rende più difficile l’individuazione e la differenziazione dei rimedi realmente efficaci a contrastare la patologia dai pagliattivi o effetto placebo comunque privi di reale efficacia).

    Poiché nella malattia il follicolo non muore ma è solo “bloccato” dagli anticorpi impazziti, generalmente una “non cura” non pregiudica una efficace terapia successiva. Poiché molte delle terapie adottate sono a base di ormoni, generalmente cortisonici, è sconsigliabile in pazienti giovani o giovanissimi adottare queste terapie, preferendo metodi di “attesa” o non ormonali.

    Nei casi più severi di alopecia areata si possono manifestare delle forme di distrofie ungueali: unghie fragili e sottili, desquamate in superficie e prive della “lunetta” con addirittura la perdita di consistenza e una igroscopicità notevole, tale da pregiudicare le capacità e potenzialità manuali del paziente; anche se, più comunemente le unghie non hanno problemi manifesti, se non per quanto attiene qualche depressione puntiforme della lamina.

    Una caratteristica molto significativa della alopecia areata in fase evolutiva è la presenza di capelli a “punto esclamativo”. Questi capelli hanno la caratteristica di apparire assottigliati verso la base, assomigliando quindi ad un punto esclamativo. Questa situazione si manifesta a volte in modo repentino (uno o due mesi dalla prima manifestazione alle forme universale o totale) e questo in genere causa gravi turbe nel paziente, quali perdita d’identità, perdita dell’autostima, depressione psicologica profonda che in alcuni casi degenera nell’autolesionismo estremo.

    I problemi principali causati dall’alopecia areata sono di tipo psicologico (perdita dell’immagine di se stessi conseguente alla perdita dei capelli). Paradossalmente, la speranza oggettivamente reale di riottenere i propri capelli causa spesso un’ansia da attesa insoddisfatta che aggrava fortemente il già minato equilibrio psicologico. Ci sono, comunque, alcune patologie che più spesso si accompagnano in pazienti con alopecia areata, quali allergia alimentare o topiche e, non di raro, l’Ipertiroidismo e la Tiroide di Hashimoto. Altre volte l’alopecia areata è accompagnata o preceduta da fenomeni patologici come la Psoriasi o il Lupus.

    Altri problemi minori sono, ad esempio, il maggior rischio di scottature solari sul cuoio capelluto nudo, alcuni problemi causati dalla mancanza di peli del naso, come le citate allergie e, d’inverno, lo sgocciolamento del naso.

    La mancanza di ciglia è spesso causa di arrossamenti degli occhi per la limitata capacità di evitare al pulviscolo o a qualsiasi materiale microscopico nell’aria di colpire la cornea. La mancanza di sopracciglia causa, nel caso di sudorazione abbondante, lo scioglimento del sudore negli occhi e, quindi un fortissimo bruciore con momentanea incapacità di vedere.

    La mancanza di peluria all’inguine può, nei primi anni della forma di alopecia universale, provocare arrossamenti della pelle non più protetta dall’azione dei peli pubici.

    La mancanza di capelli, quali difesa naturale del capo, può aggravare notevolmente i traumi dovuti ad urti contro oggetti sospesi o, comunque, su cui accidentalmente il paziente cozza con il capo perché, oltre all’azione meccanica di protezione e di cuscinetto, manca l’azione di “preavviso” (e relativo riflesso di reazione) all’approssimarsi dell’ostacolo.

    Nei casi molto gravi di alopecia areata, in cui anche le unghie vengono interessate, possono intervenire gravi problemi di manipolazione (ad es. raccogliere un oggetto di piccolissime dimensioni, premere con forza con un dito, stringere i pugni, manipolare tessuti, togliere un’etichetta ecc.) tali da causare crisi profonde a livello psicologico.

    Nel caso di alopecia areata non è possibile eseguire dei rinfoltimenti del tipo autotrapianto perché c’è un’altissima probabilità che i bulbi trapiantati vengano subito aggrediti dai linfociti cannibali; questa tecnica è invece percorribile nel caso di Alopecia Cicatriziale di limitata estensione.

    Nel caso di Alopecia Totale o Alopecia Universale è possibile rivolgersi a centri specializzati per farsi eseguire un tatuaggio estetico correttivo semipermanente di sopracciglia e del “linear” delle ciglia con ottimi risultati estetici e psicologici per una ritrovata immagine più naturale.

    Terapia

    Attualmente (in campo medico) non esiste una cura definitiva e certa per l’alopecia areata, le terapie attuali mostrano effetti temporanei e al cessare della terapia, cessano anche gli effetti, questo è dovuto anche ad una mancanza di studi a lungo termine, infatti spesso non si tiene conto delle recidive.

    Se la regione affetta da alopecia areata è di piccole dimensioni e si è in presenza di un primo episodio è opportuno non allarmarsi in modo eccessivo, in quanto sono frequenti i casi di regressione spontanea della malattia. Attualmente alopecia areata è ancora in attesa di essere riconosciuta quale malattia cronica recidivante dal SSN Italiano, come è invece riconosciuta nella maggior parte degli stati dell’Unione Europea.

    Una volta scelta una terapia con un professionista esperto in alopecia areata, questa dovrà essere seguita scrupolosamente per alcuni mesi prima di poter determinare l’efficacia o meno del trattamento.

    E’ opportuno anche segnalare che durante una terapia si possono comunque manifestare delle ricadute parziali che possono minare la fiducia del paziente sul buon esito della terapia (recidive).

    Terapia non ormonale

    Nei casi meno gravi o in presenza di soggetti giovani (prima del completo sviluppo) è opportuno usare terapie non ormonali quali:

  • Minoxidil, somministrata in via topica al 2%
  • Acido squarico
  • Laser terapia, dove si sottopone il paziente a determinati laser a eccimeri, ovvero a dispositivi che riescono a produrre luce laser (ultravioletto), sono di diversi tipi, ma il 308 nm, risulta essere quello più utilizzato (nm = nano metro = un miliardesimo di metro - lunghezza d’onda dei raggi laser)
  • Puva terapia, con risultati positivi più nella forma univeersale (la percentuale di ricrescita a volte supera anche il 90%) che in quella totale
  • Mecloretamina
  • Antralina, con dose 0,5 - 1% sulla cute interessata, in seguito attendere una decina di minuti e poi lavare (periodo massimo di attesa minuti 30, che viene considerato come limite massimo per la persona di tolleranza al potente farmaco)
  • Ciclosporina, il farmaco che normalmente porta come effetto collaterale l’ipertricosi e viene per questo da molti anni studiato in letteratura medica, con risultati contrastanti, viene somministrato a dosi di 200 mg. due volte al giorno in combinazione con cortocosteroidi, mentre utilizzato singolarmente non fornisce risultati soddisfacenti. Si tratta infatti di un immunosoppressore maggiore che può causare lesioni a: fegato e reni. Inoltre, dopo la somministrazione, questo farmaco resta in circolo per un’anno e mezzo. Nonostante nel 2003 in un congresso americano sulla Alopecia Areata sia stato riconosciuto come assolutamente inefficace, il farmaco antirigetto viene ancora prescritto e può essere estremamente dannoso per i pesanti effetti collaterali che provoca. Oltre a questi effetti collaterali gravi per la salute, si sono registrati casi di alopecia totale evoluta in alopecia universale a seguito di trattamento con questo farmaco; anche se la causa-effetto non è provata è comunque dimostrata scientificamente l’inutilità della terapia, oltre che ben conosciuta la gravità degli effetti collaterali
  • Efalizumab, è stato recentemente sperimentato, tuttavia la sua utilità risulta a oggi abbastanza controversa
  • Azatioprina, che può ripristinare il normale livello degli anticorpi con la sua azione immunosoppressiva a bassa tossicità

    Si sono visti alcuni casi di pazienti che hanno tratto giovamento da cure di tipo omeopatico tendenti a ricreare un equilibrio generale dell’organismo. Come “effetto collaterale” si è notato un regresso di casi anche severi alopecia totale e alopecia universale. E’ probabile che un riequilibrio di alcune sostanze (scientificamente non ancora individuate) nell’organismo umano abbiano potere di guarigione su questa malattia. Alcune terapie fanno invece uso di vitamine del gruppo B (p.es. B12 PP)

    Terapia ormonale

    Nei casi gravi di alopecia areata si può considerare la possibilità di trattamenti ormonali e, tipicamente, con cortisonici, ma gli effetti collaterali, tipici di questa classe farmacologica, sono sempre in agguato.

    I trattamenti cortisonici che si sono rivelati più efficaci e con la minor quantità di effetti collaterali, sono i trattamenti locali per via intradermica o lesionale, coadiuvati da contemporanea assunzione di farmaci e/o integratori alimentari opportuni.

  • Prednisone, somministrazione a basse dosi (durata somministrazione può arrivare anche a sei mesi) i cui effetti collaterali possono essere diminuiti per una dose minore dovuta al contemporaneo uso del minoxidil e recentemente è stato provato con buoni risultati in associazione con il metotrexato.
  • Triamcinolone acetonide e il 6-metil-prednisolone acetato, iniettati localmente per via intradermica nella lesione quando la manifestazione è di piccola entità.
  • Betametasone, (in soluzione al 0,05%, due volte al giorno)

    Terapie alternative

    Negli ultimi anni si stanno sviluppando nuove metodologie di utilizzo per la cura dell’alopecia areata soprattutto per quanto riguarda il lato psicologico della patologia, usando ad esempio l’ipnosi. Inoltre anche l’agopuntura è stata sperimentata.

    Alcuni risultati con trattamento non clinico sono stati osservati con l’ingestione di agenti antiinfiammatori naturali, oli di Borragine e ribes nero.

    Trattamenti non efficaci

  • Molti sono i trattamenti documentatamente inefficaci per la terapia della alopecia areata ed in alcuni casi possono rivelarsi anche molto dannosi. Le applicazioni di neve carbonica (crioterapia) ad esempio, non è di nessuna efficacia ed è solo molto dolorosa per il paziente.

    Prognosi

    La prognosi è di difficile definizione, molti sono gli elementi che possono influire sulla durata della manifestazione, come la presenza di malformazioni dell’unghia, risulta peggiore negli adolescenti.

    Relazioni psicosociali

    La patologia anche se sovente mostra una prognosi benigna, causa effetti devastanti sulla psicologia dell’individuo.

    Poiché la perdita repentina dei capelli conduce a cambiamenti significativi dell’aspetto, i pazienti affetti possono avvertire problemi di fobie (paura di spazi ampi e di posti affollati), l’ansia, la depressione sociale, la perdita dell’identità, lo scoramento per un futuro non conforme alle aspettative precedenti alla patologia.

    Nei casi severi, dove la probabilità di ricrescita dei capelli è scarsa, gli individui faticano ad adattarsi alla circostanza, psicologicamente inaccettabile, con la conseguente ricerca di una cura “ad ogni costo”.

    L’uso di una protesi estetica (parrucca) adeguata può aiutare la persona affetta dalla patologia a superare una parte dei problemi che derivano dal cambiamento estetico. Il problema psicologico ed estetico è maggiormente sentito dalle donne piuttosto che dagli uomini. Nei gruppi di aiuto-aiuto e nelle associazioni la presenza è per oltre il 90% femminile.

    Relazioni psicosociali nei preadolescenti

    Per quanto riguarda i preadolescenti che sviluppano casi di alopecia areata, risulta importante l’appoggio familiare, oltre che l’assistenza di uno specialista e di un buon psicologo.

    Nell’adolescenza la malattia è vissuta in modo completamente diverso, i ragazzi si sentono quasi abbandonati dalla società, soprattutto in relazione ai rapporti con i coetanei, tendendo a evitarli. In altri casi sfociando in reazioni di bullismo sia passivo che attivo. Spesso risultano utili gruppi di supporto, dove vengono coinvolti ragazzi con la stessa patologia e i loro parenti: i ragazzi in questo modo riescono a conoscere la loro malattia, con la possibilità di una convivenza più serena con essa. L’ASAA (Associazione Sostegno Alopeccia Areata ONLUS) ha da poco costituito un apposita sezione “Famiglie e Minori” per organizzare anche in Italia questi gruppi di supporto ai preadolescenti colpiti da questa patologia.

    Si è constatato che è possibile ottenere risultati quando il minore non tende a nascondere caparbiamente il problema ma, anzi, ne parla apertamente anche “acculturando” coetanei, genitori ed insegnanti sulla realtà del problema. L’ignoranza su questa malattia, tra l’altro assolutamente non contagiosa, fa si che i genitori dei coetanei tendano a isolare il piccolo dai propri figli per un eccesso ingiustificato di prudenza. Soprattutto nell’ambiente scolastico, un colloquio chiarificatore tra gli insegnanti e i genitori dei coetanei aiuta moltissimo a risolvere queste incomprensioni.

    Un altro problema piuttosto frequente è l’eccessiva protezione dei genitori nei confronti del minore affetto da alopecia areata. E’ importante, invece, avere un comportamento normale verso il figlio e assolutamente non iperprotettivo. Si sono raccolte testimonianze di persone affette dalla malattia che, arrivate alla maturazione, lamentavano di aver subito da piccoli una costante pressione dai genitori che ricordavano continuamente loro la presenza del problema.

     

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