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Alopecia androgenetica: La teoria corrente non regge!

Scritto da F.C. il 7 maggio 2016

Alopecia androgenetica: la teoria corrente non regge!

c’è qualcos’altro che devi conoscere oltre ai tuoi geni

Il didrotestosterone derivato dall’ormone testosterone, insieme a fattori genetici sono

i maggiori responsabili della comparsa dell’Alopecia Androgeneticca per oltre l’80% degli uomini e circa il 50% delle donne.

Davvero un numero enorme di persone!

In realtà l’Alopecia Androgenetica è attualmente la forma di gran lunga più diffusa di perdita dei capelli e, colpisce milioni di uomini e donne in tutto il mondo…

Ma come mai colpisce così tante persone?

In questo articolo cercherò di rispondere a questa domanda esaminando fattori ormonali e genetici e rilevando alcune grosse incongruenze con la teoria corrente per questa tipologia di perdita dei capelli.

In finale daremo uno sguardo ai sintomi tramite i quali riconoscere l’alopecia androgenetica, tra cui le due “scale di classificazione” ad oggi più note:

  • Hamilton - Norwood (scala di classificazione per gli uomini)
  • Ludwig (scala di classificazione per le donne

Cause di Alopecia androgenetica

Ormoni

Ci sono tre importanti aree ormono-correlate da prendere in considerazione:

1. Come agiscono questi ormoni 2. Come valuta la loro azione la teoria corrente 3. Come si producono questi ormoni.

1. Come questi ormoni agiscono su: ossa, muscoli, crescita dei capelli… e perdita dei capelli!

Il testosterone e il didrotestosterone (DHT) sono ormoni steroidei (androgeni) e. in quanto tali, hanno un effetto anabolizzante. In parole semplici, fanno crescere le cose.

Ecco perché durante la pubertà, quando i livelli di questi due ormoni aumentano, si verifica negli uomini la maggior crescita delle ossa e dei muscoli.

Ma questi ormoni favoriscono anche la crescita dei capelli, il testosterone in particolare sviluppa la crescita dei peli pubici e, il didrotestosterone sviluppa la crescita di peli sul viso e nel corpo.

Queste informazioni ormai note e inconfutabili, ci pongono subito di fronte ad una grande questione:

Come possono questi ormoni essere collegati in modo altrettanto evidente sia alla crescita che alla perdita dei capelli?

L’attuale teoria (scientifica) sull’alopecia androgenetica non è in grado di spiegare questo apparente paradosso…

2. La teoria corrente

La teoria corrente è stata sviluppata partendo dall’osservazione che gli uomini castrati (eunuchi) mantenevano i loro capelli e non soffrivano di calvizie maschile. Infatti senza i normali livelli di testosterone e diidrotestosterone, non si sviluppa la calvizie maschile.

Le ricerche scientifiche successive hanno anche evidenziato che:

  • I follicoli piliferi analizzati nella zona calva del cuoio capelluto, contengono più ricettori androgeni e 5-alfa riduttasi che nel resto del cuoio capelluto.
  • L’enzima 5-alfa riduttasi converte il testosterone in diidrotestosterone (che è circa 5 volte più potente del testosterone).
  • Il  diidrotestosterone si lega ai recettori degli androgeni molto di più rispetto al testosterone e, si accumula nei follicoli piliferi.
  • Nelle zone del cuoio capelluto delle persone colpite da alopecia, si riscontra sempre un aumento sostanziale dei livelli di diidrotestosterone.

Tutto ciò ha portato alla teoria corrente, la quale afferma che gli alti livelli di diidrotestosterone sono i responsabili della miniaturizzazione dei follicoli piliferi e della conseguente perdita di capelli che si sviluppa di conseguenza. Tuttavia ad oggi la ricerca scientifica non riesce a spiegare come e perché tutto questo avvenga.

Ma come il nostro organismo produce questo ormone?

3. Produzione ormone: Prodotti alimentari, ormoni e la perdita dei capelli sono collegati tra loro.

Il ragionamento (molto semplificato) seguente, ti mostra come il testosterone e il diidrotestosterone si formano sia negli uomini che nelle donne.

Fat → Colesterolo → → testosterone DHT

Da questa via si può osservare che questi ormoni sono derivati dal colesterolo. E il colesterolo, è ovviamente, derivato dai cibi che mangiamo.

Ne consegue quindi, che maggiore è la quantità di colesterolo prodotta dai cibi che mangiamo e maggiori saranno il livelli di concentrazione relativi al testosterone e diidrotestosterone e, di pari passo, maggiore sarà la perdita di capelli che si potrà sviluppare.

Questo è il collegamento principale che il cibo che ingeriamo ha con l’alopecia androgenetica… Ma scoprirai di più sul legame tra la perdita dei capelli e il cibo, continuando a leggere questa pagina…

Anche se la maggiore responsabilità sulla perdita dei capelli viene quasi sempre data al diidrotestosterone, in realtà il legame tra diidrotestosterone e alopecia, rappresenta solo una parte dell’insieme dei fattori…

La genetica gioca un ruolo molto importante…

Genetica

Sono stati identificati diversi geni che per un verso o per l’altro, sono collegati all’insorgere dell’alopecia androgenetica. Questi sono il 5-alfa riduttasi e i geni del recettore degli androgeni (come già detto in precedenza).

Tuttavia è altrettanto noto che i geni che di fatto iniziano questa condizione sono ad oggi sconosciuti alla scienza. In virtù di questa lacuna, la teoria scientifica corrente afferma semplicemente che i follicoli piliferi degli individui predisposti devono essere ”geneticamente programmati” per la perdita dei capelli.

Molto più semplicemente, cono convinto che il motivo per il quale non sono stati identificati questi geni è perché la ricerca scientifica ad un certo punto ha preso una direzione sbagliata…

Nessuno infatti, si è mai preso la briga di studiare le ossa del cranio che costituiscono di fatto la base sulla quale poggia il nostro cuoio capelluto.

Se la ricerca scientifica si orientasse in tal senso, molto probabilmente potrebbe confermare le mie intuizioni sull’alopecia androgenetica e l’insieme delle sue cause:

La crescita delle ossa del cranio (teschio espansione) causa la perdita dei capelli!

Sintomi

Uomini

La maggior parte degli uomini vanno incontro con l’andare del tempo, ad una forma abbastanza grave di perdita di capelli dovuta all’alopecia androgenetica, che si sviluppa in aree di calvizie totale o parziale, come illustrato di seguito:

Sfuggente, tempie e regione frontale…

Zona calva o “piazza” sul retro…

Grave perdita dei capelli sia nella parte anteriore che posteriore, di solito si sviluppa negli individui maschi colpiti da alopecia androgenetica…

Come si può vedere, gli uomini possono perdere i capelli nella parte anteriore, posteriore o in entrambe le parti. Oppure potrebbero semplicemente sviluppare il diradamento dei capelli piuttosto che aree completamente calve.

Ma allora perché la calvizie si sviluppa e si concentra in forme e zone diverse?

La corrente teoria (scientifica) non dà alcuna spiegazione in merito. Si limita a dire che i follicoli dei capelli sono in qualche modo “programmati individualmente” in una regione del cuoio capelluto, piuttosto che in un’altra.

Donne

Le donne producono livelli molto più bassi di testosterone e diidrotestosterone rispetto agli uomini. E questo insieme ai fattori genetici, spiega perché nella maggior parte delle donne non si sviluppano forme gravi di perdita dei capelli come avviene negli uomini.

Spesso, invece di sviluppare aree di calvizie totale, le donne in genere tendono a sperimentare forme di diradamento dei capelli (perdita di capelli diffusa). Tuttavia nei casi in cui si manifesta una perdita di capelli più grave, essa tende a manifersi esattamente nella stessa regione degli uomini (vedi foto in basso a sinistra).

Nella foto di destra, si può vedere infatti, che questa signora sembra aver sviluppato la calvize frontale, tuttavia la perdita dei capelli non si è diffusa in tutto il cuoio capelluto, come può avvenire nelle forme più gravi.

Tutte queste tiplogie di perdita dei capelli sia negli uomini che nelle donne, sono state formalmente classificate, come vediamo di seguito…

Come misurare la perdita dei capelli

Per gli uomini, la scala di Hamilton - Norwood è la più utilizzata per misurare lo sviluppo progressivo dell’alopecia androgenetica.

Dal diagramma in basso, si può vedere che ci sono sette stadi di perdita dei capelli, ma anche due varianti:

  • Anteriore - Indica la recessione di tutta la linea sottile anteriore (non solo le tempie).
  • Vertex - Indica uno stadio di calvizie precoce in via di sviluppo sulla parte superiore della testa.
Esiste anche una scala Hamilton - Norwood modificata, nella quale appare anche una versione Vertex in fase II (non mostrata in figura).
Nelle donne invece, la scala di Ludwig che viene utilizzata per misurare lo stato di sviluppo dell’alopecia androgenetica, si basa prevalentemente sull’ampiezza della separazione centrale, in base alla quale si può stabilire l’entità e la gravità della perdita dei capelli, come mostrato nel diagramma qui sotto…

Tuttavia, esiste anche la scala Savin, la quale è sostanzialmente uguale alla scala Ludwig, ma in grado di fornire maggiori dettagli in merito al diradamento ed alla densità dei capelli. In entrambe le scale femminili, la perdita dei capelli viene classificata individuando tre diverse fasi in sette varianti. Nella scala Savin esistono anche due ulteriori varianti:

  • Perdita di capelli avanzata - Chiamata Calvizie della Corona.
  • Perdita di capelli frontale - Sfuggente (nelle tempie).
Nota: entrambe queste varianti sono molto rare nelle donne.
Alcune note:

  1. Dalla scala di Ludwig si può notare che l’area interessata alla perdita dei capelli nelle donne è esattamente la stessa degli uomini, per cui i lati della testa riangono inalterati. Salvo ne caso del telogen efluvium che provoca il diradamento dei capelli (ma non la perdita totale), nell’intero cuoio capelluto.
  2. La scala di Hamilton - Norwood ha più fasi rispetto alla scala di Ludwig - Questo riflette la maggior varietà e gravità della perdita dei capelli negli uomini piuttosto che nelle donne.
  3. La prima immagine dei ciscun diagramma, rappresenta una situazione di nessuna perdita di capelli apparente.

Molti tra gli individui che perdono i capelli e i vari professionisti dediti alle cure, apprezzano queste due scale, che a mio parere tuttavia risultano abbastanza complesse e non sempre di facile interpretazione…

Personalmente, preferisco utilizzare una mia versione molto più semplice ma non per questo meno precisa, di più facile interpretazione e applicabile indiferentemene sia agli uomini che alle donne:

  • Lieve - Solo tu puoi notare la perdita di capelli (ad es. sul petine, sul lavabo, sul cuscino), ma nessun altro riesce a notare il fenomeno. Indica che la perdita di capelli è iniziata di recente.
  • Moderata - Il diradamento e la ridotta densità dei capelli è evidente sia a te che agli altri. Indica una rapida perdita dei capelli a medio termine.
  • Grave - Il cuoi capelluto è chiaramente visibile attraverso i capelli rimasti e potrebbero essere sorte già diverse zone completamente calve. Indica che la perdita dei capelli è già in fase molto avanzata e perdura da lungo tempo.

Conclusioni

Questo post ha evidenziato alcune serie incongruenze della teoria (scientifica) corrente sull’alopecia androgenetica. Passerà ancora molto tempo prima che queste incongruenze e lacune vengano risolte dalla ricerca scientifica, chiarendo finalmente tutti i meccanismi e le reali cause che concorrono al manifestarsi di questa tipologia di perdita dei capelli.

Tuttavia le mie riflessioni sulla crescita delle ossa del cranio (teschio espansione), mette in collegamento tutti questi problemi, dando una spiegazione logica, credibile e priva di incongruenze, sullo sviluppo dell’alopecia androgenetica…

Se vuoi ulteriori informazioni su come la crescita delle ossa del cranio possono provocare l’insorgere della calvizie… segui il mio blog e la pagina fb per non perdere i prossimi post…

torna in cima alla pagina…

Nota: Consulta sempre un medico per identificare quale tipologia di perdita dei capelli hai e il modo ottimale per trattarla.

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