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Rimedi alla caduta dei capelli - Come bloccare la caduta dei capelli per sempre

Archivi per agosto, 2012

Caduta Capelli: Scoperta la proteina responsabile della caduta dei capelli.

Scritto da F.C. il 31 agosto 2012

Caduta Capelli: 

Scoperta la proteina responsabile della caduta dei capelli

La Notizia:

Dopo decenni di studi e ricerche non ripagati da risultati concreti, pare che un gruppo di ricercatori della University of Pennsylvania abbia finalmente scoperto i fattori principali, che nell’uomo e nella donna, determinano l’insorgere dell’alopecia (calvizie comune).

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Il team di dermatologi e ricercatori durante questi studi, ha scoperto tra le altre cose che in particolare l’enzima Prostaglandina D2 (PGD2) distrugge i follicoli piliferi impedendo la ricrescita naturale dei capelli.

A specialisti e ricercatori del settore è nota da tempo la correlazione esistente tra il corredo genetico specifico di ogni individuo e l’insorgere della calvizie, ma è la prima volta in assoluto che viene individuata la causa specifica e ne viene dimostrato il meccanismo biologico.
Il ricercatore George Cotsarelis a capo del team,  ha annunciato di aver già preso contatto  con diverse compagnie farmaceutiche per sviluppare e ottimizzare i trattamenti terapeutici, che potrebbero essere commercializzati nell’arco di qualche anno.

Alopecia Androgenetica (più conosciuta come: Calvizie Comune):

L’Alopecia androgenetica, più comunemente chiamata calvizie, è una condizione di mancanza parziale o totale dei capelli. Il fenomeno si manifesta con un diradamento della parte fronto-occipitale dei capelli, dovuto alla miniaturizzazione del fusto.

Come tipologia di alopecia, quella androgenetica è in assoluto la più frequente: colpisce prevalentemente uomini e donne di razza bianca, con diversi livelli di gravità e di percentuali. In altre etnie (soprattutto orientali) il fenomeno è meno presente o del tutto assente e, su questo aspetto assai rilevante ai fini della risoluzione del problema, la “ricerca” non ha ancora fornito una risposta scientifica esaustiva.
Esiste una ormai conclamata correlazione tra la calvizie e svariate endocrinopatie, come carenza di GH, sindrome di Cusching, Ipopituitarismo, Ipotiroidismo, Iperparatiroidismo. Ma pur evidenziandone le correlazioni, sfuggono a tutt’oggi alla scienza, i meccanismi biologici che le determinano.

Contrariamente al luogo comune, le persone con calvizie hanno meno testosterone (e più FSH, LH e Prolatina), rispetto alle persone con una chioma fluente, inoltre sono maggiormente predisposti all’ipertensione, all’insulinoresistenza e quindi al diabete mellito di tipo 2.

La svolta decisiva:

Quando la squadra ha analizzato gli scalpi di uomini calvi sono stati trovati livelli di PGD2, tre volte più alti nelle aree in cui i capelli stavano diventando radi. Un lavoro precedente, condotto dalla stessa squadra di ricerca, aveva scoperto che gli uomini calvi hanno cellule in grado di far crescere i capelli ma la cui maturazione veniva inibita.

Questo ha fatto capire, che la PGD2 è la vera causa della mancata maturazione delle cellule in grado di far crescere i capelli, bloccando di fatto, il processo di riciclo e ricrescita.
I successivi  test di laboratorio condotti su cavia, hanno dimostrato che la PGD2  arrestava la crescita dei capelli.

Il principio attivo è già in commercio:

La molecola (principio attivo) in grado di bloccare la proteina PGD2,  è già presente in farmaci (pillole) attualmente usati per  curare asma e allergie.ciclo-capello.jpg

Questo dovrebbe abbreviare i tempi di sperimentazione e semplificare notevolmente, le procedure per ottenere le necessarie autorizzazioni per l’utilizzo della cura sull’uomo.

Sembrerebbe infatti verosimile, trasformare questi farmaci già esistenti, in lozioni da applicare direttamente sulla cute.

A tal riguardo è confortante la dichiarazione di Cotsarelis, che ha detto: “La cosa bella della dermatologia è che puoi prendere composti che probabilmente sono già stati usati in pillole e inserirli in una formula per uso topico”.

Pensiamo che possa funzionare per prevenire la perdita dei capelli ma non sappiamo con certezza se possa addirittura farli ricrescere”.

I test di laboratorio suggeriscono che la cura potrebbe aiutare anche le donne che perdono i capelli.
La perdita dei capelli femminile porta con sé implicanze piscologiche  ancora più gravi rispetto all’analoga condizione maschile e non è così rara come molti credono. Infatti circa il 40 per cento delle donne soffre di qualche forma di perdita dei capelli come risultato dei cambiamenti ormonali che avvengono durante la menopausa e questa percentuale sembra sia destinata a crescere.

Per gli uomini questo numero è significativamente più alto. Dai 50 anni in poi circa la metà degli uomini ha chiazze glabre sulla testa, un numero che impenna al 70 per cento quando si raggiunge l’età di settant’anni.
Cotsarelis ha anche detto: “Se sviluppato, il farmaco potrebbe rivoluzionare il mercato della ricrescita dei capelli”.

Terapie al momento disponibili:

  • Farmacologica:

Gli unici farmaci che ad oggi si sono dimostrati in grado di rallentare, bloccare e nei soggetti “buoni risponditori”, addirittura di invertire il processo di miniaturizzazione dei capelli causato da “alopecia androgenetica”, sono la finasteride ed il minoxidil.

    • Finasteride:

Farmaco approvato dalla FDA Statiunitense nel 1997, per il trattamento dell’alopecia androgenetica maschile, il principio attivo si basa sull’inibizione della: 5 alfa reduttasi di tipo II, viene in genere prescritto nella quantità di un mg/dì, e la terapia una volta intrapresa, và continuata per tutta la vita, poichè è dimostrato che dopo alcuni mesi dalla sospenzione, i capelli torneranno a cadere ed un’eventuale ripresa della terapia, non porta agli stessi benefici iniziali.

Il farmaco produce un significativo abbassamento dei livelli del diidrotestosterone, sicuramente corresponsabile della caduta dei capelli. Gli effetti collaterali noti, sono piuttosto sgradevoli: diminuzione della libido in vario grado, sino all’impotenza, diminuzione del liquido seminale e/o quantità spermatica minore, diminuzione delle eiaculazioni, depressione, stanchezza cronica, riduzione del pene, fibrosi del pene e ginecomastia.

    • Minoxidil:

Il preparato ad uso topico, viene usato sul bulbo pilifero e agisce da stimolante. Oltre il 70% dei pazienti trattati, ottiene risultati estetici positivi di vario grado, dal mantenimento sino alla ricrescita.
Anche in questo caso, una volta iniziato, l’uso deve essere prolungato nel tempo, poiché una sua sospensione riporta in breve i capelli ad uno stadio preterapia.
Gli effetti collaterali noti sono: ipotensione, infiammazioni, arrossamenti e prurito.
La sua azione risulta davvero efficace solo in abbinamento con la finasteride.

  • Chirurgica:

Alternativa o complementare alla terapia medica è quella chirurgica, cioè l’autotrapianto. L’intervento se è effettuato da chirurghi competenti, sempre aggionati sulle ultime tecniche, di comprovata esperienza e con alle spalle diversi interventi specifici, dà nella maggior parte dei casi, ottimi risultati (in base anche alle condizioni di partenza, al diametro del capello del paziente ecc.) .

Vengono utilizzati i capelli della regione parietale ed occipitale, in genere non soggetti a miniaturizzazione poiché resistenti all’azione degli ormoni androgeni. La tecnica consiste nel “taglio” di una striscia di capelli, che viene poi ritagliata in parti molto più piccole e reimpiantata nella zona soggetta a calvizie.

La tecnica dell’autotrapianto ha avuto significativi progressi negli ultimi 50 anni, infatti la dimensione delle regioni impiantate, sono diventate sempre più piccole, sino a raggiungere il singolo capello.
I trapianti di capelli sono tuttavia dolorosi e ancora molto costosi e il grado di successo dell’operazione rispetto alle aspettative del paziente è alquanto variabile.

  • Metodi naturali o “Olistici”:

Tecnica molto potente, ma purtroppo pochissimo conosciuta, consiste nel praticare specifici esercizi con i muscoli facciali, frontali, occipitali, auricolari e dello scalpo (galea).
La sua efficacia è soprattutto preventiva, ma praticata sotto la guida dell’esperto o con l’ausilio di appositi videotraining, si è dimostrata in grado di bloccare, la caduta dei capelli dovuta ad alopecia androgenetica e addiritura ai pazienti più determinati e assidui nel praticarla, ha fatto riacquistare pressoché del tutto la chioma perduta.
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